ROCCA MALATESTIANA DI FANO
Situata all’estremità nord-orientale dell’antica cinta muraria,
aveva al suo vertice angolare un’imponente torre di vedetta, il Mastio,
vittima della barbarie degli uomini in guerra (1944). Alle massicce
fondamenta della superstite base scarpata si riallaccia oggi quanto
resta dell’antico camminamento merlato che corrisponde verso l’interno
all’area occupata dalla cosiddetta Rocchetta. Certamente, questa, è
la parte più antica del fortilizio, sorta sui resti di opere di difesa
romane e medioevali e risalente all’intervento edificatorio iniziato
per ordine di Sigismondo Malatesta in concomitanza con il sopralluogo
di Filippo Brunelleschi alle fortificazioni dello stato malatestiano:
sopralluogo effettuato tra l’agosto e l’ottobre del 1438. I documenti
noti testimoniano comunque che ad occuparsi dei lavori fu l’architetto
Matteo Nuti con il fratello Giovanni e con Cristoforo Foschi e che detti
lavori si conclusero nel 1452 con l’erezione del ricordato Mastio. La
costruzione subì poi, in relazione al mutare delle esigenze difensive,
adattamenti e modificazioni, mantenendo peraltro nel suo complesso la
fisionomia originaria di ampio quadrilatero fortificato, delimitato
da cortine scarpate e robusti torrioni angolari. Un doppio ponte levatoio
munito di rivellino permetteva di superare il fossato e di accedere
al vasto cortile, delimitato dai muri di sostegno dei camminamenti e
dal basso fabbricato che sul lato orientale ospitava le celle e la piccola
cappella. Più tardi venne sopraelevato e coperto a tetto, attualmente
utilizzato per mostre ed esposizioni varie.