Provincia di Pesaro e Urbino

 

Fortezza Albornoz di Urbino (Martini)
Rocca di Cagli (Martini)
Rocca di Fossombrone (Martini)
Rocca di Frontone (Martini)
Rocca di Gradara (Martini)
Rocca di Mondavio (Martini)
Rocca di Piobbico (Martini)
Torrione di San Costanzo (Martini)
Rocca di Sant'Agata Feltria (Martini)
Rocca di San Leo (Martini)
Rocca di Sassocorvaro (Martini)
 
Palazzo Oliva di Piandimeleto
Rocca Costanza di Pesaro
Palazzo Roveresco di Montebello (Orciano)
Rocca Malatestiana di Fano
Palazzo ducale di Urbania
Palazzo ducale di Urbino
Rocca di Montecerignone

 

Cartina delle Rocche della provincia di Pesaro e Urbino
PIOBBICO
Castello Brancaleoni
di Piobbico

 

CASTELLO BRANCALEONI DI PIOBBICO

In suggestiva posizione, alle pendici del Monte Nerone, il borgo castellano di Piobbico fu a lungo feudo dei Brancaleoni, potente famiglia signorile che estese il proprio dominio a tutta la Massa Trabaria, prima di confluire nell'orbita dei Montefeltro (XV secolo). Il castello, che si erge sullo sperone roccioso, dominando il sottostante Borghetto, deriva dalla trasformazione di un primitivo fortilizio duecentesco di cui restano tracce visibili nel portale d'accesso e nelle strutture murarie dell'ala nord-orientale. Rimaneggiato nel XIV secolo, fu radicalmente trasformato nella seconda metà del Cinquecento, assumendo l'aspetto di elegante dimora signorile che tuttora conserva. Per questa campagna di lavori è stato avanzato, pur con molte incertezze, il nome di Bartolomeo Genga, succeduto al padre Girolamo in qualità di sovrintendente alle costruzioni ducali. La decorazione a stucco degli ambienti interni, ivi compresa quella della cappella ottagonale, è riferita all'ultimo periodo di attività di Federico Brandani, mentre il ciclo di affreschi si deve a Giustino Salvolini, detto l'Episcopi, e a Felice Damiani. Ai piedi del castello, il Borghetto di Piobbico mantiene il proprio carattere di castrum fortificato, tuttora circoscritto tra le due porte urbiche. E' invece andato perduto l'antico ponte a schiena d'asino che collegava il borgo con il quartiere commerciale (il Mercatale) sorto sulla riva opposta del fiume.