CASTELLO BRANCALEONI DI PIOBBICO
In suggestiva posizione, alle pendici del Monte Nerone, il borgo castellano
di Piobbico fu a lungo feudo dei Brancaleoni, potente famiglia signorile
che estese il proprio dominio a tutta la Massa Trabaria, prima di confluire
nell'orbita dei Montefeltro (XV secolo). Il castello, che si erge sullo
sperone roccioso, dominando il sottostante Borghetto, deriva dalla trasformazione
di un primitivo fortilizio duecentesco di cui restano tracce visibili
nel portale d'accesso e nelle strutture murarie dell'ala nord-orientale.
Rimaneggiato nel XIV secolo, fu radicalmente trasformato nella seconda
metà del Cinquecento, assumendo l'aspetto di elegante dimora signorile
che tuttora conserva. Per questa campagna di lavori è stato avanzato,
pur con molte incertezze, il nome di Bartolomeo Genga, succeduto al
padre Girolamo in qualità di sovrintendente alle costruzioni ducali.
La decorazione a stucco degli ambienti interni, ivi compresa quella
della cappella ottagonale, è riferita all'ultimo periodo di attività
di Federico Brandani, mentre il ciclo di affreschi si deve a Giustino
Salvolini, detto l'Episcopi, e a Felice Damiani. Ai piedi del castello,
il Borghetto di Piobbico mantiene il proprio carattere di castrum fortificato,
tuttora circoscritto tra le due porte urbiche. E' invece andato perduto
l'antico ponte a schiena d'asino che collegava il borgo con il quartiere
commerciale (il Mercatale) sorto sulla riva opposta del fiume.