Provincia di Pesaro e Urbino

 

Fortezza Albornoz di Urbino (Martini)
Rocca di Cagli (Martini)
Rocca di Fossombrone (Martini)
Rocca di Frontone (Martini)
Rocca di Gradara (Martini)
Rocca di Mondavio (Martini)
Rocca di Piobbico (Martini)
Torrione di San Costanzo (Martini)
Rocca di Sant'Agata Feltria (Martini)
Rocca di San Leo (Martini)
Rocca di Sassocorvaro (Martini)
 
Palazzo Oliva di Piandimeleto
Rocca Costanza di Pesaro
Palazzo Roveresco di Montebello (Orciano)
Rocca Malatestiana di Fano
Palazzo ducale di Urbania
Palazzo ducale di Urbino
Rocca di Montecerignone

 

Cartina delle Rocche della provincia di Pesaro e Urbino
SAN LEO
Rocca di S. Leo
Rocca di San Leo (click per ingrandire)

 

ROCCA DI SAN LEO

Forse la più conosciuta e celebrata tra le fortezze del Montefeltro, la rocca di San Leo svetta, in posizione imprendibile, alla sommità di una cuspide rocciosa che sovrasta l'abitato omonimo e domina la valle del Marecchia. L'importante posizione politica e strategica del centro, nell'ambito di un territorio di confine lungamente frazionato e conteso, favorì la creazione di una piazzaforte tra le più importanti d'Italia, spesso riconosciuta come modello di inespugnabilità. I vantaggi del sito vennero sfruttati fin dal Medioevo, ma le forme dell'attuale struttura difensiva risalgono alla seconda metà del XV secolo, quando Federico da Montefeltro realizzò una serie di opere, forse solo in parte condizionate da precedenti interventi, cui quasi certamente sovraintese Francesco di Giorgio Martini. La fortezza si articola su due livelli. In sommità si estende la compatta struttura di un mastio dalla forma allungata che si protende verso levante con profilo acuminato, mentre più in basso si trovano due torrioni collegati da una cortina dal profilo spezzato che danno luogo a una composizione di forme articolate e complesse, spesso in contrasto fra loro. Gli elementi a scarpa, le cornici e i modiglioni di coronamento sono elementi ricorrenti nel repertorio dell'architetto senese, che forse qui fu impegnato in una delle sue più precoci opere di fortificazione. La fama della rocca è anche dovuta alla reclusione di Giuseppe Balsamo (il conte di Cagliostro) che vi restò imprigionato per oltre quattro anni, fino alla morte, avvenuta nel 1795. Gli spazi interni della rocca sono oggi attrezzati per soddisfare esigenze espositive e museali.